mercoledì 9 maggio 2012

Occhi a specchio

Che scrivere ancora smeraldo di occhi, il massimo non è dopo, non abbiamo mai fatto nulla di nuovo, rubini di illusione, nulla di nuovo, scintilla che riflette il sole, ma una sola volta, in una trottola che non ci scardina da alcuna colpa. E se crescere fosse decrescere, ammuffire, svegliarsi in un sonno più profondo, in una nebbia, in un fumo danzante, senza direzione, assottigliare il futuro in un nero che sputa le stelle più sfolgoranti? Solo inutili, variopinte forme e combinazioni, laghi brillanti, moine di madri e femmine, balocchi, salite e perdite, occhi di smeraldo, capelli d’oro, guance di allora, una cosa che è fatta non ha più passato. Rivediamoci com’ero nello specchio che non è mio.   

mercoledì 18 aprile 2012

Immobili voli

Fermo è il tempo nel volo dell’addio, mentre tuona il brillore dei tuoi fiori straniti e sul foglio migriamo per non seccare. Nel dipinto di aprile, in un cascare ascensionale contro tutto il vostro mondo che non è carta. Il ritorno che plana nel raggiare eterno di un ciao. Ciglia d’inchiostro e rosati papiri di pelle, rotonde lettere di te, al crepuscolo, in riva al nero oceano del non detto, dopo ogni cosa che sarà, con un sorriso che danna i salvati.

martedì 27 marzo 2012

luna marziale

In quel bacio che passa ricordo
ciondolante di fine fulgente
la luna colava.
A perdizione intrecciato
nel rosso walzer di marzo
i miei vizi in un giro irredento
sprazzi che non svaniscono
nel ferale barattare di saliva.

mercoledì 22 febbraio 2012

Verso il foglio

Riuscissi ancora a sporcarti, non sarei così sporco. Riuscissi a rigarti di nuovo, non vedrei il già fatto nel fare, il detto nel dire. Se ora ti bagnassi con schizzi di alchimia, non sarei un uovo senza giallo, un antro senza buco, un occhio senza corpo. Se ti sferzassi con la frusta di sensi orientali, se non ci fossi più, se ci fossi così com’eri, se ti potessi appallottolare per crearti dentro il rosso di una notte che non voglio; se volassi sopra di te verso un domani che esiste, se ci fossi, foglio da violare, come c’eri, io scriverei ancora il sempre scritto, di non poterti scrivere più.

giovedì 26 gennaio 2012

Spettacoli

Destati in decessi sgargianti
rugiada gioiosa fra dita di fumo
all'aperto di rantoli erranti
il misterico solco varcando
sgranati da muse d'inizio
divinando l'ombra ventura
fra funebri rose e silenzio
nel raggio teatrale d'aurora.

sabato 31 dicembre 2011

B()AA

Non ci basta essere quello che non siamo per esserlo. Il nero ci sprofonda più dei nostri ripensamenti: luce non corteggia prediche. Il gorgo che ci travolge è più assillante di un basso che scandisce le tenebre. La prigione è uno stato, come la libertà. I vostri muri non fanno lo spazio. I vostri concetti non fanno tempo. La nenia che perfora trascende le sospensioni degli affetti e gli alibi del prossimo si afflosciano marroni in una terra che non anticipa primizie.


Non ci basta essere quello che non siamo per esserlo.

martedì 13 dicembre 2011

Il buio dopo la luce

(Fotografia di Davide Pinna)


Un clic, e il buio … in fondo a occhi che non vedo
tra la liquida ressa degli spettri, fra chiome d’altre vite
entro pozzi d’azzurro svaniti. Un clic e, dopo, il buio
ora che crollo riflesso su sogno e penetro dove non so
nel limbo di Nondetto, in ogni forma d’ardimento
in paure che anticipano aurore, nei baratri che ci saranno
nelle voglie che non so, per fermarti come sei,
prima dei vermi finali. Con un bacio che non c’è.

sabato 12 novembre 2011

Barbagli d'asfalto

Ho frugato la rossa ferita delle sconfitte raccattando cartacce per rifare il sole, mostri di emozioni e freghi di sogni nel bianco disdegno del disegno che strangola il fiato quando la luce decolla. Le viole si aggrinziscono graziando la terra tenebrosa in cui olezzate falene segnano il fuoco. L’asfalto insanguinato di errori rotola sotto i miei piedi nella notte dei dubbi che addormenta la salvezza in un sorriso d’amicizia. Alla ricerca di muse sparute si trovano chimere impensate. Per questo ho chiuso gli occhi suoi tuoi, nel cimitero dei carmi in attesa del buio.

giovedì 3 novembre 2011

eterna gialla libertà

... corre nelle eterne praterie, sempre giovane, sfidando il cielo in uno scatto di silenzio, libero di ardimento per succhiare dalla vita più del dovuto, una ruota di gioia che mi rende pazzo, un giallo pozzo di bellezza in cui voglio Ritornare ... A presto occhi di smeraldo.

venerdì 7 ottobre 2011

Prime piogge

Il liquido autunno smacchia il cielo di luce guidando i cuori nel focolare del tedio dove rimbalza, tra ombre e scintille, l’insensato indugiare del mio corpo. Le nuvole umettano l’anima che scroscia nel silenzio. Dalla terra le madri profumano di fiori, stramazzati di marrone, nel letto di dolcezza. In una goccia sul vetro rosato difendo la lusinga del ritorno.

lunedì 26 settembre 2011

Vernato

(E così vai via, opera di Paolo Caddeo)

In quel vuoto che non dico


le verdi biglie dell’età salassano l’attimo


nel gelido calice di un’ansia immota


da cui affranta rovina l’inerte verga dell’estro.


Nel ricordo di cose indescrivibili non danza più alcuna Musa


giacché ho arrestato l’ingordigia di Crono quel giorno


freddando il cuore fino all’alba


dell’impossibile che sei.


mercoledì 31 agosto 2011

Aeternitas

(Sveglio, opera di Paolo Caddeo)

… in lavacri di stille disgrego


di carne irrelata radure


fidando che Oniro


di foglio rivolti l’urano


finché, all’ultimo sguardo,


di marmo saremo ogni libro.

giovedì 14 luglio 2011

33

Le nuvole incombono sul cinereo disfacimento del sorriso
i riccioli del creato si alternano in novelle decomposizioni al liquefarsi
delle idee lungo un muro che suda l’inchiostro di un tempo defunto.
Le bolle di afflizione fornicano nel rosso come biglie dannate
macerando illusioni che fermentano al canuto barbaglio d'irreale.
Parole frugano Indefinito per fuggire impossibile il reale
una giostra di rimandi è il negato del mio grido in questo cielo finito.

lunedì 2 maggio 2011

Il mio inchiostro



video
Scrivo solo per me nel nero di un cuore che non vuole, l’inchiostro non ha occhi, le stelle sfavillano al loro ritiro, il mio caffè è sempre meno oscuro del mio vino, ma non voglio che lo spenga. In questo vortice di sillabe sporco soltanto ciò che c’è e lascio stare le rose. Il mio dio ha un verbo tutto suo, una culla di silenzio imbianca il clamore di nonsenso. Sono solo parole.

giovedì 31 marzo 2011

No

... che materno il sorriso sia piaga di lutto

non voglio

e che smembri la morte smeraldo da petto,

ma sordo è dolore

come ombra vita rincorre

e non c’è niente da dire,

restate,

non voglio che sfumiate.